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HANNO FATTO UN DESERTO E L’HANNO CHIAMATO PACE
di Claudio Sabelli Fioretti
HANNO FATTO UN DESERTO E L’HANNO CHIAMATO PACE

Improvvisamente il nostro piccolo sito è impazzito e ha raddoppiato i visitatori. Non capivo perché. Poi ho capito. Roberto D’Agostino, su Dagospia, aveva lanciato la notizia del nostro piccolo Partito Neneista. E sono arrivati in molti per cercare di capire che cos’è. Che dire? Benvenuti. Oggi sui giornali abbiamo cominciato a vedere realizzarsi quelle situazioni di pericolo che temevamo. A Torino l’improvvido imam Bouriki Bouchta ha detto con scarso senso dell’opportunità ma nel pieno dei suoi diritti di libertà di parola e di pensiero, alcune cose assolutamente semplici tanto da apparire banali. Ha detto: “Se lo prove contro Bin Laden sono limpide, allora per me è colpevole. Da condannare. Ma per la giustizia islamica l’accusato è sempre innocente finché non viene provata la sua colpevolezza”. Caro Bouriki, anche in Occidente vige questo principio. Anzi vigeva. Fino al massacro delle Torri Gemelle lo sostenevano tutti, ma soprattutto lo sostenevano i cosiddetti garantisti. Gente cone Paolo Guzzanti, come Tiziana Maiolo, come Vittorio Sgarbi, come Filippo Mancuso, come Cesare Previti, come Marcello Dell’Utri.. Lo sostenevano a spada tratta tutti quelli del plotone di Forza Italia pur di attaccare i giudici.  Ma adesso non lo sostengono più, anzi. Adesso bisogna bombardare il bombardabile. Istigazione alla violenza, caro Bouchta, ecco quello che hai fatto, secondo  Agostino Ghiglia, presidente provinciale di An. E adesso come la mettiamo con Mario Borghezio, della Lega, che ha chiesto di chiudere la tua moschea? Fondamentalisti voi? Ma voi siete delle pappamolle in confronto all’integralismo che sta uscendo dall’anima, dal cuore e dalla bocca dei sani democratici della destra (che non sono ancora arrivati a richiedere, come fece Boso, di prendere le impronte dei piedi degli extracomunitari). Non è che altrove vada meglio. Un giornalista della televisione Al Jazira, corrispondente da Bruxelles, è stato fermato ed espulso dalla Svizzera dove si era recato per la riunione del Wto. Ricorda oggi Giulietto Chiesa sulla Stampa: “Come diceva Tacito, hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace”. 

Claudio Sabelli Fioretti


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